L'Osservatorio Sociale sulle Immigrazioni in Italia

 La seconda ricerca dell’Osservatorio Sociale sulle Immigrazioni in Italia

Nella primavera di quest’anno Makno & Consulting ha realizzato la seconda ricerca dell’Osservatorio Sociale sulle immigrazioni in Italia per conto di una importante istituzione governativa.

Si è trattato - come già in occasione della prima indagine del 2007 - di una ricerca “integrata” ad ampio spettro che ha combinato metodologie e tecniche diverse; l’impianto della ricerca 2008 era, infatti, costituito da:

- una “Indagine qualitativa sui cittadini italiani” (basata su 4 focus group);

- una “Indagine nazionale sugli italiani” (condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana comprensivo di 1000 cittadini in età superiore ai 15 anni);

- una “Indagine qualitativa sulla popolazione immigrata” (realizzata attraverso 50 interviste personali in profondità a immigrati di cinque diverse nazionalità);

- una “Indagine nazionale sugli immigrati” (effettuata su un campione di 1000 immigrati nelle 18 province italiane caratterizzate dai tassi di immigrazione più elevati).


L’indagine ha, quindi, esplorato i temi della immigrazione dal lato sia degli ospitanti (gli italiani) sia degli ospitati (gli immigrati), con un disegno simmetrico di tipo quali-quantitativo.

Le indagini mostrano che gli immigrati sono percepiti soprattutto come lavoratori dagli italiani: lavoratori che svolgono mansioni manuali come l’operaio, il muratore, il bracciante (49%) o servizi alle famiglie, come la badante, la colf, ecc. (38%), con una significativa crescita del lavoro autonomo (dal 14% al 17% circa). Ma il quadro degli atteggiamenti dei cittadini nei confronti degli immigrati è contrassegnato da luci ed ombre: in maggioranza sono onesti (51%), ma la gran parte dei reati è commessa da immigrati clandestini (52%); sono una risorsa economica per le imprese italiane (57%) ma allo stesso tempo rappresentano un costo sociale (60%), ecc..

Nel clima sociale della primavera, caratterizzato dalla crescente preoccupazione delle famiglie italiane per il costo della vita (35% rispetto al 20% dello stesso mese del 2007), il contenimento/regolazione della immigrazione (9%) si configura come uno dei dieci principali problemi del Paese in quanto i flussi migratori si inseriscono in un quadro di disagio, in particolare, delle fasce medio-basse e basse della popolazione italiana.

Ma la maggioranza degli italiani si è fatta l’idea che l’immigrazione sia, per varie ragioni, inevitabile (anche se spera che i flussi in ingresso tendano a ridursi rispetto al passato) ed è favorevole, quindi, ad un maggior riconoscimento legale ed inserimento sociale degli immigrati onesti (59%), auspicando al contempo una maggiore certezza delle regole ed una maggiore severità nella applicazione delle leggi nei confronti degli immigrati che trasgrediscono.

Sul versante degli immigrati, la seconda ricerca condotta nell’ambito dell’Osservatorio conferma che è improprio e fuorviante parlare di “popolazione immigrata” poiché ci si trova di fronte, in realtà, a flussi provenienti da Paesi di culture diverse (basti pensare, in prima approssimazione, alle diverse religioni), con gradi di sviluppo diversi e con grandi differenziazioni sociali al loro interno. Appare, quindi, più appropriato parlare di “popolazioni immigrate”, per meglio rendere l’idea che il variare dei Paesi di provenienza e le diverse consistenze dei vari flussi rendono fluide e mutevoli le caratteristiche dell’immigrazione nel nostro Paese.

Le indagini confermano che gli immigrati migliorano progressivamente le proprie condizioni socio-economiche e si confrontano con i modelli culturali e consumeristici degli italiani, esprimendo bisogni e aspettative di prodotti e servizi specifici che non sempre l’offerta conosce e soddisfa. Allo stesso tempo, le indagini registrano una nuova distinzione tra gli immigrati con un lavoro in regola (75%), che chiedono maggiori controlli, e quelli invece che vivono alla giornata (10%-15%); soprattutto i primi mostrano segni di intolleranza per alcune etnie più facilmente associate alla delinquenza (zingari, rumeni, alcuni africani…). In altri termini, si verifica una convergenza di vedute tra la maggioranza degli italiani e gli immigrati con un lavoro regolare (che sono la stragrande maggioranza).

Sulla base delle esperienze di ricerca maturate in tema di immigrazioni nel nostro Paese, Makno & Consulting in ottobre proporrà alle Aziende potenzialmente interessate di aderire ad un progetto di ricerca multiclient sugli immigrati, che coniugherà gli aspetti di carattere sociale con quelli più propriamente di consumo e di mercato.

Dante Goffetti
Direttore di Ricerca di Makno